Camminando lungo le vie salaiole – 1° parte

Io e Cassian riprendiamo la nostra vacanza con l’escursione lungo le vie del sale di Volterra.

Questa Città, ha oltre 3000 anni di storia documentata da reperti e testimonianze che oltre all’epoca Villanoviana abbracciano quella Etrusca, Romana e Medievale.

Il suo ampio territorio offre un paesaggio spesso selvaggio e rude, ma per noi veramente affascinante con le sue zone boschive intercalate da superfici coltivate, piccoli ruscelli che raccolgono le acque meteoriche e quelle provenienti dalle sorgenti sparse, per poi confluire verso i corsi d’acqua principali: il fiume Cecina ed Era.

Questi a loro volta si tuffano nel Mar Tirreno e nel fiume Arno.

Sulle vallate del Cecina e dell’Era si erge l’imponente collina alta 500 metri formata da arenarie giallastre, intervallata da calcareniti compatte, adagiate su argille. Tutto questo è evidente osservando l’imponente frattura verticale delle Balze, dove io e Cassian ci siamo recati stamani e rimaniamo stupiti ad osservare gli strati geologici sui quali si erge la Città Etrusca, che ci sta regalando ospitalità durante la nostra vacanza in Toscana.

 

Dai monti al mare

Anche oggi la giornata è limpida perché il vento da nord – chiamato Tramontana – ha spazzato via le nuvole della calura estiva ed ha reso evidente il blu cristallino del cielo. Rimaniamo incantati quando scorgiamo al limite dell’orizzonte le vette dell’appennino che formano il confine della Toscana. Un simpatico volterrano presente insieme a noi alle Balze ci dice che durante l’inverno si vedono innevate, con le loro imponenti cime.

Poco distante riconosciamo il profilo del Monte Amiata e delle colline metallifere.

Con le nostre bici ci spostiamo verso il centro della Città, dalla parte opposta alle Balze, e uno specchio lucente colpisce la nostra attenzione: il Mar Tirreno ed in lontananza le isole Capraia e Corsica. Riconosciamo tutto aiutati dalla nostra guida cartacea, letta in questi giorni durante le pause, alla casa per ferie “Il Vile”, oltre che dai comodi pannelli di informazione turistica, presenti nei punti più panoramici.

Il paesaggio, la natura e la geologia legano con profondo amore e rispetto gli abitanti a Volterra ed al suo territorio, ricchissimo di legname per le sue estese foreste di rovere e leccio, intervallate da ampie radure collinari di colore grigio, dalle argille plioceniche presenti anche nel fondale del Mar Tirreno.

Ne sono testimonianza le grandi quantità e le varietà di fossili marini, oltre a sporadici ritrovamenti di scheletri di grandi cetacei e conchiglie (queste ultime anche incastonate nelle pietre antiche che ricoprono il selciato della Piazza dei Priori).

 

Il passato geologico di Volterra

Il territorio volterrano è ricco anche di minerali di vario genere, indice di un passato geologico attivo e interessante. Il filone di rame nativo di Montecatini Val di Cecina è stato sfruttato fino dai primi anni del 1900, grazie alla miniere ed alle sue gallerie – oggi visitabili – per scendere fino a 400 metri nel cuore della montagna.

Ai piedi della collina volterrana da sempre sono conosciuti i bacini di salgemma, estesi da 80 a 400 metri di profondità e sfruttati fin dall’antichità ad oggi, ma solo a partire dal 1790 in modo intensivo, quando il granduca Leopoldo di Toscana dette il benestare per la costruzione a Saline di Volterra delle Fabbriche del Sale, tutt’oggi attive.

Ma perché sono presenti questi giacimenti sotterranei in questo territorio? Io e Cassian prendiamo dal nostro zaino la guida ed iniziamo a leggere: per capire i processi di formazione dei bacini di salgemma dobbiamo fare un salto indietro di 5-6 milioni di anni, fino all’era geologica del Messiniano, durante il quale la conformazione geografica della Toscana e di tutto il bacino del Mediterraneo era ben diversa da quella attuale. Ma su questo punto ci torneremo più avanti!

 

Le vie dell’oro bianco

Adesso comprendiamo bene perché in zone geografiche così lontane dalla costa si trovano numerose vie antiche finalizzate al trasporto dell’oro bianco – il sale – conosciute come “Vie Salaiole”. Su tutto il territorio erano dislocati numerosi punti di estrazione e di lavorazione; inoltre il sale veniva trasportato non solo verso il capoluogo, ma anche verso località più o meno vicine.

Lo sfruttamento del salgemma in Val di Cecina avveniva fin dall’epoca etrusca e romana, poiché presso l’abitato di Saline si trovavano numerose sorgenti spontanee di acqua salata, dalla quale dopo essere raccolta e fatta evaporare si otteneva la cristallizzazione del cloruro di sodio – il sale appunto.

Questo minerale aveva una grande importanza in numerosi ambiti applicativi, in principal modo per la conservazione degli alimenti, ma anche per il fissaggio dei colori sui tessuti usato insieme all’allume di rocca, un altro sale a base di alluminio scoperto nel territorio in epoche più vicine alla nostra.

E Volterra deve gran parte del suo benessere economico alla sua grande disponibilità.

La nostra scoperta di queste antiche vie non si ferma qui… e proseguiamo lungo questo cammino antico di secoli…

 

Iris

una turista, che ha riscoperto la “lentezza”